SOLA ET PENSOSA

Pezzo di quotidianità 

(Giornata della solitudine)

Il senso di solitudine mi attanaglia
In questo mare sconfinato
Che riesce a stare nei margini
Di un recinto precostituito.
I desideri falsi della gente;
Le maschere poste sulle facce
Degli intoppi lungo il percorso;
Gli altari comprati in sconto
Come ricettacolo senza fondo
Di un sudore sacrificale.

La solitudine la porto nel cuore
Quando chi doveva porre passi
Su una strada parallela alla mia
Decide che la strada è una sola.
Ed è quella che prosegue
Lungo il sentiero di qualcuno
Che di passeggiare non ha
Nessuna intenzione:
Tacitamente guardo, la forza manca
Di storcere un passo.

Pulsa nelle tempie e nelle vene
La mia solitudine.
Porto nella scure armi preziose:
Un’ascia potente che mi impone
di reagire, e di decidere;
Una spada lucente che riflette,
E flette, ciò che è contraffatto.
Uno scudo di legno che accoglie
I colori di quei sogni
Che nessuno si sente di cogliere.

È quasi cosa buona la mia solitudine.

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