IL RACCOLTO

Pezzo di quotidianità

(Giornata dell’incondizionatezza)

Riuscirei a percepire fin nelle ossa
Ogni tua giornata storta,
Ogni scossa che circola nel
Sistema nervoso tuo elettrico,
Qualsiasi nota di turbamento
Nella melodia della tua voce,
Quel tuo fare beffardo quando
Interpola abilmente le rughe
Previste tra le ombre del tuo viso.
Riuscirei a sentire tramite il cuore
Le stonature della tua coerenza,
Del tuo fare, e pensare, così logico,
Quando con poco tatto scansi
Ciò che per personale compassione
Non può rientrare nel recinto
Di quella razionalità egoica
Che così tanto t’appartiene,
E che così tanto ti tieni stretta
Come fosse un fucile.
Riuscirei ad avvertirlo nell’aria
Il tuo fare disonesto,
Quando senza alcuna empatia
Non vuoi leggere ciò che si legge,
O quando con scatto funesto
Aggredisci ciò che al tuo cuore
Può apparire molesto.
Riuscirei, e diversamente non farei,
A leggerti dentro ogni dolore,
se solo fossi disposto a far crollare
I muri in cui ogni giorno ti cimenti
Perché da solo forse è meglio.
Ma ti guardo e mi stupisco
di quanto a non capirti
non riuscirei affatto. 

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